Dialoghi della notte e del tempo

1

– Mio amico Schlaf, Avvicinati…
Ricordi questo fiore? Ricordi il suono che faceva quando il vento lo sfiorava?
C’è una distesa infinita di questi nel campo appena dietro il grande edificio. E’ lo stesso campo su cui correvamo beati e spensierati al tempo delle LiebenMesse di Ottobre.
Non ti va?
Posso capire che non apprezzi il grigio gigantesco palazzo che siamo costretti a superare prima di poter scorgere il prato, ma ne vale davvero la pena!
Come dici?
Ci sei già stato? E questo cosa significa? Non puoi ritornarci? Con me?
Non ti rendi conto che il prato dove sei sdraiato adesso non ha niente di paragonabile al prato situato alle spalle del tetro edificio?
Dici che mi sbaglio? Dimostramelo.
Ti stai allontanando. E’ da tanto che lo fai! Sembra anzi che la tua non sia più una fuga quanto semmai un ricerca.
Ma dove puoi ritrovare quei magnifici fiori se non nel posto dove già li hai visti e vissuti?
Capisco… intendi “trovare” dei fiori, non “ritrovare quei fiori”.
Ma allora io ti chiedo, se ci fosse qualche fiore che ancora non hai apprezzato e conosciuto, situato nel magnifico campo dietro il mesto edificio, quanto grande sarebbe il rimpianto di non poterli vedere?

– E’ proprio ciò di cui sono alla ricerca. mio amico Echo.
Non faccio altro che pensare a quei fiori. Non quei fiori belli ed eterni che son riuscito a sfiorare, bensì quelli ancor più belli e di cui ho solamente il ricordo di un’idea.
Non li andrò a cercare nel vecchio prato antistante il maledetto edificio, bensì li troverò nella direzione del mio nuovo cammino.
Se son belli quanto quelli che son riuscito a sognare, saprò apprezzare ancor di più i vecchi fiori conosciuti dietro il tremendo palazzo.

– Come è possibile, caro il mio Schlaf, apprezzare più di prima qualcosa cosi lontana da te?

– Nulla di ciò che sta alle spalle del terrificante edificio è lontano. Essi sono splendidi e perfetti nella mia mente. L’edificio è crollato e io non guardo nella sua direzione.
Caro Echo, io coglierò quei fiori che non ho mai visto. Nel vecchio prato eran nascosti, ma so per certo che se sono i fiori giusti, io me li troverò davanti un’altra volta.
Il rimpianto sembra proprio un agghiacciante palazzo, non trovi?
Tuttavia Il rimpianto per me non esiste, perchè credo che la nostra Erd sia tonda.

Ciò che Echo e Schlaf ignoravano era il fatto che la loro Erd era sì tonda ma anche capace di ruotare in ogni direzione.

Schlaf potrebbe aver tenuto in mano gli stessi fiori di prima ed esser convinto che fossero nuovi e diversi.
Echo, tutto questo, lo sperava.

 

2

 

– Sai, Echo, penso che dalla tristezza non ne usciremo mai! Quando raggiungiamo la felicità essa non è mai definitiva. E’ tutto un costante dualismo tra giorni buoni e giorni cattivi.
– Schlaf, strano che tu non riesca a coglierlo: è proprio questo che ci permette di apprezzare quelli buoni e di rispettare quelli cattivi. I primi ci gratificano, i secondi ci fortificano.

– Echo, tu sei un’ottimista!
– Non c’entra nulla l’ottimismo… E’ statistica!

 

3

 

– Schlaf, ti sei mai chiesto come è possibile che il cielo notturno sia buio nonostante l’infinità di stelle presenti nell’universo?
– Sì… E non avrei dovuto.