Il prossimo vizio

Andiamo con ordine.

Una sera piuttosto noiosa decido di fare il grande passo. Lo step che mi separa da una illusoria finzione per condurmi alla ben più lampante realtà.
La voglia di fumare è tanta e parallelamente sento il bisogno di essere attratto da qualche vizio. Un piccolo letale vizio che potesse in qualche modo concedermi attimi di riflessione, spunti di personalità e sbalzi di carattere.
Decido dunque di comprare il mio pacchetto di drum, evitando accuratamente di considerarlo il primo ed ultimo, oppure il primo di tanti altri.

Mi reco da Ribaudo, tabaccheria famosa a Palermo poichè costituita da interessanti chioschetti in stile Liberty, disseminati in più punti del centro storico. Lì una ragazza appariscente mi pone la domanda fatidica:
“Scusa, posso chiederti se sei un fumatore?”

La frase sembra essere stata piazzata lì con diabolico tempismo quasi a volermi subito scoraggiare dall’acquisto.
Rispondo con un debole “si” giusto per evitare di fare malafiura e tagliare corto sulla mia posizione riguardo il fumo.

Superato il piccolo questionario a scopo puramente statistico mi dirigo verso casa con la coscienza gia zozza e non curante dell’orario apro subito il pacchetto di drum, sfilo una cartina, esco un filtrino e parto con la procedura di rolling.

Dopo aver ottenuto un risultato mediocre ma soddisfacente mi preparo ad accendere.

Due boccate. Ora tre, ora quattro.
“Cara nonna, sono in debito di 50 euro”.

Esistono quei momenti dove tu parli ad alta voce restando fermamente convinto di recitare una parte.
Non ho mai parlato al cielo rivolto verso un angelo custode, poichè sinceramente non ci ho creduto/voluto credere fino in fondo.
Eppure in quell’istante io mi rivolgo alla persona con cui anni addietro avevo siglato una scommessa, ancora riecheggiante nelle mie orecchie.
C’è da dire anche che la scommessa era di fatto persa da tempo. La prima sigaretta la fumai a scrocco un annetto prima. E se torniamo indietro ai tempi del liceo i sigari sono stati la prima amara tentazione.

Comprare drum fu per me il grande passo. La inesistente linea di confine che secondo me divide il fumatore occasionale da quello regolare.

Ma proseguiamo con ordine. Anzi no. Veniamo ad ora.

Quel pacchetto di drum è ora sepolto in un sacchetto dell’immondizia.
Ci sono voluti un paio di minuti per decidere, complice il gusto sempre più amaro in bocca dell’ultima.
Le prime impressioni, anche esse amare, sono state:
-Cazzo. E’ costato 7 euro quel pacchetto.
-Ora sono sicuro che lo riesumo dalla spazzatura.
-Da domani comincierò ad uscire pazzo.

Per questo scrivo. Ammazzo il tempo e mi concedo un attimo di sfogo, che altrimenti la mente non avrebbe durante il sonno.
Frutto della noia, quel pacchetto simboleggia la mia voglia di qualcosa di nuovo, di fresco, di pungente e perchè no anche malizioso.
Ora che si trova in pattumiera mi rendo conto di aver afferrato farfalle invisibili.
La notizia peggiore inoltre sarà la consapevolezza di poterci ricascare, annullando di fatto il gesto di stanotte, e facendo pesare ancora di più i 7 euro.

Eppure anche adesso sto recitando una parte. Me ne sto quasi convincendo. La presa di posizione in maniera istrionica potrà davvero servire a qualcosa? Chissà.

Ok… ora qual è il prossimo vizio?

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